5 Agosto 2009
ore 6,36
è nato il nostro piccolo-grande miracolo
3,210 Kg per 51 cm di immensa felicità!
Un Mercoledì da Leoni
Racconto della Nascita
20 Luglio 2009 (settimana di gravidanza 37+1): Oggi visita di controllo mensile dal ginecologo (probabilmente l'ultima). Il dottore mi visita e sente che il collo dell'utero si sta per dilatare, che ho iniziato a perdere il tappo mucoso e che la testolina di Valerio è già impegnata; così ci avverte di tenere tutto pronto, perchè da un momento all'altro potrebbe nascere! Nel caso in cui le contrazioni dovessero diventare più regolari e ravvicinate (ogni 10 minuti per almeno 2-3 ore) o dovessero rompersi le acque sarà quello il momento di correre al pronto soccorso. Shock! Nonostante i vari mesi di fermo a letto a causa di una minaccia di parto prematuro, sia io che mio marito non eravamo pronti per una notizia del genere, siamo sconvolti, emozionati, frastornati. Una parte di noi è contenta e non vede l'ora di vederlo, mentre un'altra parte di noi non è ancora pronta. Sappiamo che ci cambierà completamente la vita nel momento in cui nascerà, che dentro di noi esploderà l'amore più grande che si possa immaginare, un emozione talmente forte ed intensa da non farci sentire ancora pronti ad affrontarla ed istintivamente ci viene da dire: "ancora cinque minuti!". Avvertiamo amici e parenti e torniamo a casa in uno stato di trance.
Nonostante la avvisaglie però, nei giorni successivi non succede nulla e comincio a pensare che il nostro piccino sia veramente dispettoso. Sembrava volesse nascere addirittura a fine aprile (alla fine del sesto mese) poi, con nostra immensa gioia, è arrivato fino a termine ed ora che sembrava essersi deciso a venire alla luce, fa due passi avanti e uno indietro, esattamente come il papà di fronte alle decisioni importanti! Me lo immagino lì, pacioso pacioso, a sguazzare nel liquido amniotico al calduccio ed origliare le nostre chiacchiere, lo vedo lì con la faccetta curiosa, intento a scavarsi una via d'uscita, e nel frattempo pensare: "va bene, adesso esco, no aspetta, ancora 5 minuti!". Può essere che sia già così in sintonia con noi? Voglio essere romantica e pensare che sia così!
Notte tra il 29 e il 30 Luglio 2009: Mi sveglio dai forti dolori, simili a quelli del ciclo, sono quelli di sempre, quelli che mi hanno accompagnata negli ultimi 5 mesi, ma molto più forti e le contrazioni sono ravvicinate, ogni 10 minuti. O mio dio ci siamo? Devo chiamare mio marito a lavoro e metterlo in allarme? No, ancora no! Dopo una doccetta e un pò di rilassamento passa tutto e l'emergenza rientra. Peccato, ci avevo creduto. Poco male, un giorno in più non guasta. Sarà domani? No, non sarà nemmeno il giorno successivo. Questa storia si ripete immancabilmente alla stessa maniera e alla stessa ora (intorno alle 3 di notte) tutte le notti per un'intera settimana. A questo punto non c'è dubbio, il nostro piccino è veramente un discoletto dispettoso!
Sera del 4 Agosto 2009: Mentre ceniamo, vado in bagno e invece delle solite perdite, trovo quello che senza dubbio viene definito il tappo mucoso e che indica l'imminenza o quasi del travaglio. Dopo le varie esperienza di questi mesi, soprattutto dell'ultima settimana, non mi agito più di tanto, potrebbe essere l'ennesima avvisaglia che non sfocia in nulla di concreto, quindi lo dico a mio marito quasi di sfuggita e torniamo tranquillamente alla nostra cena. La notte stessa (quella tra il 4 è il 5 Agosto) mi sveglio come al solito dal dolore e sempre alla stessa ora, le 3 di notte. Mi alzo, ancora addormentata e vado in bagno, questa volta però c'è qualcosa di diverso: perdo del sangue, poco sangue, ma c'è. Chiamo mio marito che è a lavoro e gli racconto quello che è successo, mi chiede se le contrazioni sono più forti e regolari ma io gli dico di no, sono come al solito. Io non sono molto convinta di andare in ospedale, potrebbe essere l'ennesimo falso allarme, per di più, tutti mi hanno detto che i dolori delle contrazioni da travaglio non si possono non riconoscere perchè sono molto forti, ma a me non sembrano così forti, sono i soliti dolori. Io aspetterei, anche se il sangue non mi piace. Dopo 20 minuti mio marito si presenta a casa e mi rimprovera perchè, invece di essere pronta per uscire, sto sistemando casa e dando da mangiare ai gatti (se devo stare via per qualche giorno è meglio lasciare tutto in ordine!). Lui sembra molto agitato, e io non riesco bene a capire il perchè, potrebbe essere l'ennesimo falso allarme e io non riesco ad essere agitata, mi viene solo da sorridere. Arriviamo in ospedale alle 4 e per fortuna, essendo notte fonda, non c'è nessuno. Mi presento al pronto soccorso e le due infermiere che mi visitano si guardano sconcertate poi mi dicono, che faranno un veloce monitoraggio, ma che sono già a buon punto e che questa notte nascerà mio figlio. O mio dio! Allora è vero, questa volta ci siamo veramente! Non me lo aspettavo, non sto poi così male, non ho ancora le contrazioni dolorosissime e non ho rotto le acque. Come è possibile? Non sono l'unica a chiederselo, anche le infermiere che al monitoraggio rilevano contrazioni regolari e molto forti, si domandano come possa non sentire il dolore visto che sono in travaglio avanzato! Mi portano in sala travaglio seguita da mio marito in completo stato di shock. Li, ci raggiunge l'ostetrica, che mi visita e mi dice: “signora devo farle i miei complimenti, si è fatta tutto il travaglio a casa da sola ed è arrivata quì con una dilatazione di 7 centimetri, altri 3 e siamo pronti a far nascere Valerio!” Non ci posso credere, praticamente mancava poco che me lo perdessi per strada! Mio marito sorride, guarda l'ostetrica e le dice: "sa lei ha una soglia del dolore molto alta". L'ostetrica annuisce e ci dice che è una bella fortuna perchè a causa delle punture di eparina fatte fino a 4 ore prima di arrivare in ospedale, non avrei potuto fare l'epidurale. Poco male, non l'avrei voluto fare lo stesso, meglio il dolore all'idea di un ago nella schiena!
Poco più tardi, a tempo di record a detta delle infermiere, arrivo a dilatazione completa ma le acque ancora non si rompono e quindi ci pensa l'ostetrica a farlo. La testa di Valerio però è talmente bassa che ne fuoriescono pochissime e nel frattempo io inizio a sentire la voglia di spingere. L'ostetrica mi dice di assecondare l'istinto se mi sento di farlo. Ora inizio a sentire il dolore vero, altro che contrazioni, è la spinta per far uscire il piccolino la vera tortura, sembra di spaccarsi in due ed io più sento il dolore e più spingo per farlo cessare il prima possibile. Provo un pò tutte le posizioni di spinta, sdraiata a pancia in su, sdraiata di fianco, in piedi, accovacciata, tenuta sotto braccio da mio marito. Nel frattempo l'ostetrica e le infermiere mi incitano e mi riempiono di complimenti per la velocità di tutto il parto, e mi dicono che se il primo figlio va così, il secondo sarà una vera passeggiata. Adesso, con tutto il dolore che sto sentendo, l'ultima cosa a cui riesco a pensare è un altro figlio e, scherzando, dico loro: “il prossimo figlio me lo compro!”. In fondo alla stanza mio marito ha una aria completamente spaesata, anche se quando lo guardo sforza un sorriso per cercare di tranquillizzarmi, vorrebbe fare qualcosa per me, per aiutarmi, ma non sa cosa fare. Prima di vivere quest'esperienza ero contro la presenza dei mariti in sala parto, pensando che potesse incidere negativamente sul rapporto di coppia, ma in questo momento così delicato, un esperienza tanto nuova quanto scioccante, trovarsi in mezzo a tutte queste facce estranee e girarmi e poter vedere il volto dolce di mio marito che mi guarda con un espressione mista tra tenerezza e preoccupazione, mi fa sentire a casa e mi ha da ancora più forza per cercare di spingere ancora di più, per me, per lui, e soprattutto per il nostro piccolo, per farlo soffrire il meno possibile e stringerlo al più presto tra le nostre braccia. Poco più tardi, 2 ore e mezza dopo essere arrivata in ospedale, vedo l'infermiera fare un movimento strano con le braccia e due bellissime gambette e uno splendido culotto, apparire davanti a me. Come è piccolo! Non piange, chiedo: "perchè non piange?". “Piange piange non si preoccupi”, e infatti prontamente sento la vocetta più bella del mondo fare un lieve vagito: "nghe". Un istante che aspettavo da una vita e che non dimenticherò mai. Aspetto che me lo posino sulla pancia ma lo portano via di corsa a lavare(più tardi scoprirò che aveva respirato un pò di liquido amniotico che avevano dovuto aspirare con un tubicino), mio marito mi guarda perplesso senza sapere cosa fare, se seguirlo o restare con me, è preoccupato per come io possa stare. Io lo guardo e gli dico: "sto bene, vai con lui, seguilo!". Nel frattempo c'è la seconda fase, l'espulsione della placenta, l'ostetrica mi chiede se sono troppo stanca per spingere o ce la faccio e io le dico che non vedo l'ora che tutto finisca e con un paio di spinte riesco ad espellerla. Che impressione, sembra un fegato! Domando: "Ed ora è finita?". No, devono ricucirmi! Mi hanno fatto l'episiotomia e nemmeno me ne ero accorta. Mentre mi cuciono entra mio marito a prendere la borsa, gli chiedo come sta il nostro piccolo e lui, con una faccia seria e pallidissima, mi dice a mezza bocca che sta bene. Perchè aveva quella faccia? Cosa c'è che non va? Voglio vederlo! Poco dopo entra l'infermiera che mi aveva seguito dall'inizio e mi dice: "è bellissimo e sta benissimo!". Mai sentito parole più dolci, il mio piccolo è nato e sta bene, ora non mi importa più di niente, a me possono fare tutto quello che vogliono. Dieci minuti dopo si affaccia mio marito e mi dice: "C'è qualcuno che vuole vederti!", entra nella stanza spingendo una culletta e lui è lì, piccolo piccolo, tutto rannicchiato sotto la copertina, silenzioso e buono come un angelo mentre si guarda intorno con gli occhi spalancati. L'infermiera mi sorride e mi dice: "Questo bimbo è tanto curioso!". Io lo guardo e penso: "E così questo sei tu, è questa la faccetta del mio bambino. Hai i capelli chiari, questo proprio non me lo aspettavo. Che occhioni grandi e quanto ti guardi intorno, sei tanto curioso e tanto buono. Sei appena nato e invece di piangere disperato stai li così tranquillo e invece di dormire hai gli occhioni spalancati e sei attento a tutti i rumori, non riesci ancora a vedere più in la di un palmo di mano eppure ti guardi tanto intorno incuriosito da tutto. Non ci posso credere che sei tu, che sei quì, che sei tutto mio, che sei tutto nostro. E' il mio sogno più grande diventato realtà!". Guardo mio marito, ancora completamente frastornato e gli dico: "così questo è lui, è il nostro bambino, il nostro Bokkietto...hai visto? E' chiaro!". Lui mi sorride e tutto quello che riesce a dire è: “e già!".
Non ho nemmeno la forza di allungare la mano per toccarlo, sono incantata, imbambolata, non riesco a staccare lo sguardo da lui è meraviglioso. Dopo un pò mi ricordo di mio padre, mia sorella e mio suocero che stanno aspettando di fuori e dico a mio marito di portarlo a loro, saranno contenti di vederlo. Nel frattempo finiscono di ricucirmi e mi lasciano sola. Io sono ancora in stato di shock, un meraviglioso shock. Mio marito rientra e mi dice che farà a cambio con mia sorella che vuole tanto vedermi e così lui può andare a casa a completare la procedura di spedizione del cordone ombelicale. Mia sorella è raggiante, ha un sorriso che le illumina tutto il viso. Il mio piccolo però è ancora li tutto solo e silenzioso nella culla e delle infermiere non si vede ombra. Ma io potrò muovermi? Posso prenderlo in braccio? Perchè nessuno mi dice nulla? Chiamo l'infermiera e chiedo se posso prenderlo, lei mi guarda e con aria di sufficienza e mi dice: "certo, è suo, può farci quello che vuole". Complimenti, bella risposta! Non è per niente come mi aspettavo, io pensavo che me lo avrebbero messo subito tra le braccia e invece ci hanno lasciati a noi stessi e soprattutto lui abbandonato lì nella culletta. Ora però ci penso io, chiedo a mia sorella di prenderlo e portarmelo. Quando me lo poggia sul petto, provo una sensazione indescrivibile, quasi surreale, una gioia che sembra poter far esplodere il cuore. Lui si stringe forte a me e si rannicchia in posizione fetale; è così piccolo, caldo e indifeso, io lo abbraccio delicatamente e gli dico: " amore mio piccolo, sei con la mamma ora, ci penso io a te e non ti lascio più!".
VIDEO:
Bokkio scopre lo specchio: http://www.youtube.com/user/lilla74roma#p/a/u/0/ber9iqrXZic