Riflessioni

L'ISTINTO DEL BAMBINO
 
Come ormai chi frequenta il mio sito avrà saputo, ho avuto da poco un bambino, ora ha 10 mesi ed è proprio da lui, dall’osservazione del suo comportamento, che parte la mia riflessione di oggi.
L’essere umano ha in se, un innato profondo amore per la natura, in ogni sua forma.
Valerio, lasciato sempre libero di esplorare e conoscere, ha un amore smisurato per i due gatti di casa e per ogni cane che incontra per strada. Impazzisce letteralmente ogni volta che un animale gli si avvicina, una volta gli abbiamo fatto vedere un cavallo da vicino ed abbiamo dovuto fermarlo perché gli si è gettato addosso all’istante, ridendo come un matto.
Ogni volta che lo portiamo in prossimità di un fiume o di un lago o che gli facciamo fare una semplice passeggiata tra gli alberi, vediamo i suoi occhi scintillare di felicità, l’espressione è quella tipica di un bimbo nel paese dei balocchi, solo che istintivamente per lui, il paese dei balocchi è semplicemente la natura, nella sua intrinseca spettacolarità.
Da qui un appello a tutti i genitori, vi prego non smorzate la luce negli occhi dei vostri bimbi, lasciate che continuino a seguire il loro istinto, lasciate che si immergano nella natura e fate si che seguitino ad amarla e a rispettarla come il loro istinto naturale li porta a fare, lasciate che le loro pulsioni sfocino spontaneamente, non inculcategli l’amore per l’artificioso e per il progresso, non infondetegli la paura per gli animali. Gli animali sono essere speciali, hanno molto più rispetto di se stessi e di chi e diverso da loro di quanto noi uomini possiamo solo immaginare.

(Enrica – 21 Giugno 2010)

 


LA FELICITA'

 

Recentemente mi sono imbattuta in un articolo pubblicato dal mensile Travel che riportava i risultati di una ricerca effettuata dalla National Economics Foundation - un gruppo di opinione con sede a Londra - volta stilare una classifica dei luoghi più felici al mondo: "The Happly Planet Index".

Il risultato finale ha sottolineato che non sono ne i soldi, ne il progresso, a dare la felicità. Infatti nei primi posti della classifica imperversano esclusivamente paesi caraibici, tutti accomunati da un panorama e un clima tropicale, dal rispetto per l'ambiente e dall'uguaglianza sociale. 

Al primo posto in graduatoria svetta Vanuatu, arcipelago nel Pacifico Meridionale che si trova a 1750 km a est dell'Australia. Vanuatu è un luogo in cui l'economia  si basa su agricoltura, pesca e turismo, e la spiritualità affonda le sue radici nel rispetto per la natura. Nessuno dei 210 mila abitanti vuole guadagnare più dell'altro e vive soddisfatto con un Pil pro capite che non arriva a 3000 dollari l'anno. E sembra che sia proprio questo il segreto della felicità che regna tra gli isolani.

Così come Vanuatu, anche gli altri paesi caraibici ai primi posti della classifica, hanno come caratteristica principale il rispetto per la natura e uno stile di vita semplice, basato sul godere dei frutti della terra che grazie alle sue meraviglie naturali arricchisce sia il cuore che l'anima di chi la rispetta e la vive fino in fondo.


In questo momento sono in attesa di un bimbo e come spesso capita, ci si domanda quali siano le speranze e le aspirazioni rivolte a questa nuova vita che sta nascendo. Molti sperano di rivedere nei propri figli i propri passi, altri li immaginano avvocati, dottori, presidenti, io invece non ho dubbi, l'unico fortissimo desiderio che ho, è che mio figlio capisca, e riesca a vivere la propria vita cogliendone il succo. Il succo della vita, non è nei soldi, nel successo o nel potere, perchè queste sono solo parvenze di felicità, felicità effimera e momentanea. E' più il tempo passato a lottare per non perdere le ricchezze accumulate o per stare al passo con chi ne accumula di più che quello passato a godersi ciò che si ha. Chi punta la propria vita a raggiungere questi scopi, non li raggiungerà mai fino in fondo, passerà il tempo con la paura di perderli e non sarà mai felice. Il mio desiderio più grande è che mio figlio salga un gradino in più e si tiri completamente fuori da questo modo logorante di vedere la vita, che si elevi al di sopra dell'effimero e capisca che tutto quello che serve per essere felice è, il sole, il mare, un bel tramonto ed essere contornato da persone vere e semplici che ti amino per quello che sei. Se mio figlio un giorno mi dicesse: "mamma, ho capito cosa voglio fare da grande,  voglio andare a vivere a Vanuatu", allora capirò di aver fatto qualcosa di importante nella vita.

 

(Enrica – 26 Giugno 2009)

 


IL BOCCONE PERFETTO

E' la sublimazione dei sensi, è la giusta quantità di tutti gli ingredienti del piatto, un boccone perfettamente bilanciato che ne esalta al massimo il gusto.

Sia io che Alfo possiamo definirci dei cultori del boccone perfetto, mangiare per noi non è semplicemente nutrire il nostro corpo ma godere di una delle cose più esaltanti della vita, il buon cibo. Ci sono persone che devono guardare l'orologio per mangiare o che se hanno molto da fare possono anche dimenticarsi di pranzare o cenare, noi al contrario possiamo dimenticarci del tempo che passa se ci ritroviamo a gustare un piatto dai sapori inebrianti. C'è chi erroneamente collega questa passione per il cibo con carenze sentimentali o problemi comportamentali ma credo questa sia solo una generalizzazione frutto di ignoranza, poichè non bisogna confondere la gioia che si prova nel mangiare del buon cibo con l'ossessione autodistruttiva di abbuffarsi per non pensare o per fuggire da qualcosa. Quello di cui parliamo noi è il godersi il boccone perfetto, il perdersi completamente nell'inebriante sensazione che ti porta all'esaltazione delle papille gustative, un istante magico che cerchi di far durare il più a lungo possibile e che se chiudi gli occhi sembra avvolgerti interamente, lasciando in ultimo sul tuo viso un sorriso di piena soddisfazione. Naturalmente no tutto il cibo può provocarti una tale sensazione, deve essere un piatto ben cucinato, saporito e ben equilibrato, il giusto connubio tra gli ingredienti che lo compongono.

(Enrica – 5 Febbraio 2009)


 

DOVE SONO FINITI GLI UOMINI I UNA VOLTA?

O MEGLIO, DOVE SONO FINITI GLI UOMINI?

Un tempo gli uomini si guardavano allo specchio solo per lavarsi i denti e farsi la barba, oggi passano le ore a cospargersi di crema idratante e pettinarsi capello per capello. Un tempo l'uomo spendeva 10 euro (o meglio 10.000 lire) dal barbiere e in 15 minuti era sistemato per un paio di mesi, oggi quando vado dal parrucchiere devo aspettare che il ragazzetto di turno finisca di farsi lisciare i capelli e depilare le sopracciglia mentre si scambia consigli su creme depilatorie e maschere antirughe. Un tempo quando guardavi le partite di calcio vedevi questi omaccioni trasandati che sui calci di punizione si coprivano le parti basse per non essere colpiti dal pallone, oggi si arrabbiano se l'avversario gli sfila in cerchietto e sulle punizioni invece si proteggersi i gioielli di famiglia si proteggono i capelli, se poi ti capitava di vederli pubblicizzare un prodotto in televisione poteva essere una pomata contro le contusioni o degli scarpini da calcio e non, come ho visto ultimamente, una crema idratante contro i segni della stanchezza che deturpano il viso.

Insomma i veri uomini stanno scomparendo, oggi la loro massima preoccupazione è il vestito alla moda, la pettinatura giusta, la conta delle calorie e del grasso corporeo. Non c'è da stupirsi se di pari passo le donne stiano diventando sempre più emancipate e mascoline, dopotutto almeno qualcuno i pantaloni deve saperli indossare.

(Enrica - 23 Gennaio 2009)


SAPORI LEGATI A LUOGHI

Avete mai notato che non tutti i cibi hanno lo stesso sapore se consumati in luoghi diversi da quelli d'origine?

Ogni anno quando andiamo a Pantelleria riportiamo a casa intere casse di Passito poichè quando siamo sull'isola il nostro rito preferito è quello di sdraiarci in duchena a fine giornata, guardando il tramonto mentre assaporiamo lentamente il nostro bicchiere di dolce vino. Quando siamo a Roma però ci riesce veramente difficile aprire una bottiglia e questo perchè il sapore del Passito quì non è lo stesso, mancano gli aromi di Pantelleria, i suoi colori, i suoi rumori, tutto quell'insieme di sensazioni che fanno del Passito di Pantelleria quello che è il sussurro delle onde che si infrangono sugli scogli, il profumo della natura selvaggia, dell'origano, dei capperi e dei pomodori cresciuti spontaneamente sotto il caldo sole della Sicilia. Lo stesso vale per la polenta, mangiare un succulento piatto di polenta a novembre in Sardegna, non è la stessa cosa che gustarselo in una baita in montagna riscaldata dal fuoco del camino, con una temperatura esterna sotto zero e la neve che scende copiosa. Vogliamo parlare poi del filetto al sangue mangiato in Wyoming durante un barbecue stile Far West? O dei gamberi appena pescati e serviti espressamente al porto di Hvar in Croazia? O della matriciana mangiata ad Amatrice?

Tutti i nostri sensi sono legati tra loro, vista, gusto, olfatto e ogni luogo ha in se determinati profumi e sapori che lo caratterizzano, di conseguenza ogni pietanza a luogo che ne esalta al massimo gli aromi portandola alla totale sublimazione.

(Enrica – 15 Dicembre 2008)
 


MENTALITA' LIMITATA

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".

Bertold Brecht

Molta gente preferisce far finta di non vedere quello che non ha il coraggio di affrontare, ma la strada più semplice non è quasi mai anche la migliore e negare che una cosa stia accadendo non vuol dire cancellarla automaticamente. Purtroppo il mondo con gli anni e con il così detto progresso invece di fare passi avanti sta facendo grossi passi indietro e questo a mio avviso vale in particolar modo per l'Italia. Quì invece di aprirci alle altre culture ci chiudiamo nella nostra con l'assurda presunzione che gli altri non ci possano insegnare nulla. Invece di accogliere il diverso lo emarginiamo per paura che metta in pericolo la nostra tranquillità e il nostro piccolo mondo. Invece di aiutare chi è in difficoltà lo evitiamo nel timore di essere costretti a soccorrerlo e che questo possa privarci del troppo che abbiamo. Invece di ascoltare chi ha più esperienza di noi lo chiudiamo in una casa di cura perchè ormai considerato inutile. Invece di imparare dalla storia e dal passato continuiamo a ripetere sempre gli stessi errori.

Gli italiani hanno scelto di continuare a vivere nella corruzione, nell'illegalità, nell'ignoranza e nel provincialismo, hanno scelto di nascondere la testa sotto la sabbia con il rischio di rimanere un piccolo sciocco paese che non crescerà mai.

(Enrica - 23 Ottobre 2008)


 LA TEORIA DELLE CALORIE SPRECATE

Da buonissima forchetta come sono ma allo stesso tempo persona che si vuole piacere e sentirsi bene, ho imparato a conciliare dieta e buon cibo. Se si vuole riuscire a mantenere la linea e allo stesso tempo godersi le gioie alimentari bisogna seguire la teoria delle calorie sprecate. Naturalmente non tutto il cibo che mangiamo ci piace alla stessa maniera quindi se sappiamo che a breve avremo la possibilità di mangiare qualcosa che ci piace in modo particolare dobbiamo essere pronti a fare attenzione a ciò di cui ci nutriamo fino a quel momento. Non bisogna mangiare tanto per mangiare, se a disposizione non c'è qualcosa che ci stuzzica in modo particolare evitiamo di mangiarla o mangiamone poco poichè quelle sarebbero calorie sprecate. Quando al contrario c'è qualcosa che esalta le nostre fantasie non dobbiamo lasciarci travolgere dai sensi di colpa e dobbiamo goderci fino in fondo quel momento, sapendo che poi probabilmente bisognerà fare dei sacrifici il giorno successivo. Fare sacrifici in vista di qualcosa di estremamente gustoso è meno difficile di quanto possiamo immaginare, il difficile è frenarsi sempre, ma sgarrare ogni tanto (non spesso) per quelle calorie per cui ne vale veramente la pena, rende tutto molto più facile. Volete un esempio? Dopo un periodo di grossa crisi personale sono ingrassata di 20 chili che non riuscivo a perdere in nessuna maniera seguendo i consigli dietetici da fame dei vari dottori ed esperti alimentari. Ad un certo punto ho capito che una dieta che va bene per una persona, non è detto che vada bene per un'altra e quindi ho costruito quella giusta per me. Studiando i valori nutritivi dei vari alimenti (che devono essere sempre perfettamente bilanciati) ho scelto quelli che più si avvicinano ai miei gusti e mi sono regalata una sera a settimana che ho chiamato "serata libera", sera in cui potevo dar sfogo a tutte le mie voglie. Aspettando la famosa sera, durante la settimana era più facile fare sacrifici, bastava lavorare di fantasia e non perdere terreno con "calorie sprecate". In più, è stato dimostrato che aumentare l'apporto calorico una volta a settimana permette al metabolismo di non rallentare in modo eccessivo (a causa di un'improvvisa e drastica riduzione delle calorie giornaliere a cui si è abituati) e di rimanere sempre attivo.

Viva le calorie appaganti abbasso le calorie sprecate!

(Enrica – 30 Settembre 2008)